Thursday, May 22

Ahimé, l’altrove!
L’altrove per me è in quell’elenco delle 153 croci. Quando sono scazzato o vedo nero è lì che mi rifugio e mi perdo, perché il mio altrove non è da qualche parte, è a metà strada, è un passaggio cioè. E non è detto poi che i passaggi portano sempre da qualche altra parte.
Per farmi capire meglio e capirmi meglio anch’io, vorrei mettere qui per iscritto il mio testamento spirituale, come ha già fatto qualcuno di voi (il testamento spirituale è ancora più bello farlo quando non si sta per morire e anzi ci si sente più vivi), ma non mi sento ancora pronto. A vivere!
Però potete provarci voi. Anche in file audio, se preferite, così sento le vostre voci.

Wednesday, May 21

Questa mattina ho passato 45 minuti in bagno a riascoltare il nastro della registrazione: cinguettio d’uccellini da mattino presto. Si deve insistere, non accadono subito certi eventi strani.

Oggi a fine lavoro lasciato carro in officina per sostituzione freni e pasticche. Tornato a casa in autobus. Viaggiato a ufo questa volta. Fatti i dovuti scongiuri!

Tuesday, May 20

Ripensavo alla medium perché in fondo c’avevamo qualcosa in comune. Lei si trovava nel posto di mezzo, sospesa tra un mondo e l’altro, sulla linea di confine tra i pensieri dei vivi e quelli dei morti. Anche io penso di stare al centro, tra la vita e la morte, in un luogo in cui si aprono porte segrete, dove le anime passano da una condizione all’altra, uscendo fuori dal corpo. Una delle cose che ho letto che mi è rimasta impressa è che alcuni sostengono che l’anima è come incastrata nel corpo e che la morte la libera per sempre. Per questo ci uscirebbero le lacrime durante la vita e quando esaliamo l’ultimo respiro lei vola via e trova pace.
Potrebbe essere che la medium si voglia mettere in contatto con me per aiutarmi nel mio compito, per darmi qualche suggerimento.
Resto in attesa e lascio un registratore acceso tutta la notte. Vi tengo al corrente.

P.S. - Se tra di voi ci sono medium li invito a farsi vivi! (ah ah, si fa per dire)

Monday, May 19

La donna morta di oggi era una medium. C’aveva il terzo occhio aperto, si metteva in contatto con gli spiriti dell’aldilà. Ma non lo faceva per lavoro, solo quando qualcuno le chiedeva aiuto. Ho sentito dire che questi poteri extrasensoriali si tramandano solo in punto di morte. Cioè uno dotato di potere lo passa prima di morire a una persona di cui si fida. Perché devono essere usati solo a fin di bene. Mentre si svolgeva la funzione ho cercato di guardare negli occhi le persone presenti per vedere se la riconoscevo.
Chissà se alla medium i suoi spiriti guida avevano potuto comunicare che stava per raggiungerli.
Notte insonne.

Saturday, May 17

Ho letto che la terra ha solo quattro miliardi e mezzo di anni e l’universo invece dodici. Magari da altri mondi sconosciuti molto più vecchi del nostro ci spediscono qui per il problema del super affollamento, e invece di mandarci con le navi ci fanno nascere, e adesso finisce che intasano di gente pure questo pianeta.
Ce lo dicessero anche a noi come fare, così a nostra volta risolviamo il problema.
Ora che ci penso però forse anche la soluzione ce l’abbiamo sotto gli occhi e non ci facciamo caso.
Potrebbe essere che passiamo da un pianeta all’altro attraverso la nascita e la morte. Fico.
Ieri il capo ci ha portato a vedere le ecografie della moglie incinta. E’ da lì che mi è venuta l’idea. L’esserino in effetti sembrava proprio un marziano, con la testa grande come si vede nelle foto che girano sul web (strana coincidenza). E poi non me lo spiego che stiamo attaccati al cordone e respiriamo nell’acqua per nove mesi. Forse in quell’altro mondo da cui veniamo eravamo un po’ diversi. Nella nostra vera terra madre.

Friday, May 16

Do you are an HB?
Alieni si nasce, Terrestri si diventa! (causa forza maggiore)

Thursday, May 15

Per alzata con pugno:

Allegon, che serve
Berregon, che produce
Gonnegon, che pensa
Qattagon, che .....

Per il resto, mi fa sempre strano che le persone credono così tanto alla morte, visto che soprattutto ne hanno solo sentito parlare.
I più in vita loro non vedono di persona molti cadaveri, e specialmente non li vedono mentre muoiono.
Ci sono tante cose che ci capitano di continuo che invece diciamo che non esistono.
Io anche andando contro il mio lavoro e sfidando il senso comune direi che non può essere proprio una certezza, casomai una probabilità.

Wednesday, May 14

Ieri notte non riuscivo a dormire e per tirarmi un po’ su dopo la serata di poesie mi sono messo a riguardare le mie 153 croci. Ho anche cercato di ricordarmi del 1848 perché mi dispiaceva di aver perso l’appunto. Al gruppo di terapia lo psicologo diceva che c’è sempre un motivo quando ci dimentichiamo le cose o ce le perdiamo. E’ come se ce le nascondiamo dentro per non farci i conti. Ma può succedere che all’improvviso quando meno te l’aspetti ti rispuntano fuori. Come quando ti sogni qualcosa che avevi rimosso e te ne ricordi mentre dormi.
Gli voglio dedicare questa canzone al 1848.


Tuesday, May 13

Oggi dopo il funerale di un negoziante di ferramenta Harvey io e Franky siamo stati invitati dal capo a una presentazione di poesie giapponesi, gli haiku, perché dovevamo far numero. Gli haiku 5-7-5 sono poesie complicate ma almeno brevissime. Il capo ci teneva perché era un suo amico l’appassionato. Il tipo anche se era bianco c’aveva una strana faccia da samurai. Comunque la coincidenza incredibile è stata che una di queste minipoesie era su uno che si risveglia nella cassa e faceva circa così:

Sete mia d’aria
che iniquo destino
puntuale nega

Bravo era bravo, questo poeta, ma non esperto del settore.

Monday, May 12

(Tra parentesi, mi sono convinto che siamo nell’occhio di un grande obiettivo).
Cicloni, tornados, terremoti dell’ottavo grado della scala richter, oltre a tutti i morti che già porto io ogni giorno e a quelli dei miei colleghi.
C’è aria di mistero nell’universo. Più del solito intendo. Alla fine mi piace pensare che sta per esserci un’invasione extraterrestre, anzi che forse è già in atto sotto i nostri occhi da migliaia di anni, anzi che forse gli extraterrestri siamo noi, solo che ce ne siamo dimenticati, e che i morti sono tutti quelli di noi che sono stati richiamati in patria, e che adesso è arrivato il momento d’un rientro di massa.
Ufo ufo ufo! La parola che salva la vita!


Ah, mi è giunta notizia che all’ospizio sono stati molto soddisfatti del servizio, e anche che nelle dispense sono stati scoperti parecchi altri cibi andati a male.

Friday, May 9

Da quando sono rientrato dalla trasferta sono più distratto sul lavoro e ci vedo specialmente il lato problematico. Non lo so perché. Sarà per l’ecatombe del ciclone o per gli ufo, che sono belli da pensare e fanno compagnia e forse si rubano i corpi che noi seppelliamo per ridargli la vita e fare i loro esperimenti, come ho sentito dire da qualcuno.
C’era un vecchietto all’ospizio (sopravvissuto) che si leggeva i libri di Peter Kolosimo. Li ho letti anch’io un paio d’anni fa. Sono affascinanti. Ti dimostrano che le piramidi le hanno fatte gli alieni, e dopotutto le piramidi sono delle tombe, mi spiego?

Comunque mi sento parecchio strano oggi. Un pò ufo, ecco. Ci vorrebbe un bella ufa per una sveltina nel carro, che è spazioso abbastanza. Per guarire.

Thursday, May 8

Si dice che la natura si ribella all’uomo ma che ne sai che invece il motivo è un altro, per esempio che nell’universo non siamo da soli?
Ho visto la guerra dei mondi l’anno scorso e lì gli alieni arrivavano con delle violentissime perturbazioni atmosferiche.
E se fosse questo il motivo dei terremoti, dei cicloni, dei tifoni, degli uragani, dei diluvi e degli tsunami di questi ultimi anni?



Wednesday, May 7



Ciclone o tifone o uragano, dipende dai luoghi.
E’ sempre la natura che fa il lavoro più sporco.

Monday, May 5

Report day three - Funeral day.
Mattina presto ho lucidato l’auto. Preso anche secondo caffè coi colleghi, prima di lasciare l’autorimessa. Una bella fila di carri neri.
All’ospizio erano già tutti pronti, ma quando abbiamo cominciato a saldare lo zinco delle bare si sono allontanati. Meno un paio più coraggiosi che mi studiavo da dietro la maschera.
Poi due alla volta abbiamo portato le casse giù dabbasso e le abbiamo caricate sulle slitte. Alla fine eravamo tutti sudati e ci siamo asciugati la fronte coi fazzoletti bianchi.




Stai ascoltando? L’ho messo su mentre andavo in chiesa. In cielo attraverso il parabrezza si vedeva un aereo che lasciava una scia. Però a me mi veniva da pensare alle nubi nere che si addensano una su l’altra quando sta per arrivare il temporale e ai lampi che fanno la luce bianca di notte. E poi mi è venuta in mente la ragazza sotto il cartellone pubblicitario.
E comunque non lo so perché mi è cambiato l’umore e in chiesa durante la cerimonia non ci sono voluto stare. Me ne sono rimasto chiuso in macchina. Forse c’avevo nostalgia di casa. E poi pensandoci questi morti non mi appartengono, sono morti forestieri e di loro io non quasi niente. Al cimitero però mi sono guardate le loro foto una per una.
Poi stasera parlato al telefono col capo. Domani giornata di riposo. Dopodomani rientro in sede.
Passo e chiudo.

Sunday, May 4

Report day two.
Ieri abbiamo lavorato tutta la notte per preparare i morti e allestire le camere ardenti, in modo che stamattina potessero cominciare le visite.
Stanno ancora accertando se l’avvelenamento è stato intenzionale. Tutto può essere a questo mondo. Io sono guardingo visto che potrebbe esserci il colpevole in giro.
Sempre riguardo alle camere ardenti, sembra brutto da dire, ma sono uno spettacolo. Forse perché sono tante e tutte nello stesso edificio, al primo e al secondo piano. Tutti che sussurrano e hanno l’aria grave. Passando da una camera ardente all’altra, non esci mai da quella strana magia che c’è nell’estremo passaggio. E perfino a me che sono esperto vengono in mente dei nuovi pensieri, tipo che anche la morte, come tutti i riti e le rappresentazioni, riesce meglio se si è in tanti.
Però non fraintendetemi, non ho detto qualcosa di brutto.

Saturday, May 3

Report day one.
Fatto sopralluogo sul teatro degli eventi. E’ un ospizio che sembra una scuola, con degli scaloni che qui non fa mai nessuno perché i residenti preferiscono l’ascensore, e che invece useremo noi per scendere le bare dalle camere fino ai carri nel piazzale. Visto che i morti sono parecchi le cose vanno organizzate con anticipo, con delle procedure che i profani sottovalutano, altrimenti si crea confusione e non è una cosa bella da vedere. I residenti però seguivano con un certo rispetto mentre io e gli altri ci davamo da fare, forse perché si rendono conto.
Di quelli che si sono sentiti male uno sulla ottantina è ancora all’ospedale e forse si salva, perché aveva mangiato pochissimo.
Per i funerali di dopodomani ci aspettiamo il pienone.

Friday, May 2

Trasferta!
Vado tre giorni in prestito a un amico di Di Salvo che si trova al momento sotto organico, per via d’un avvelenamento da cibi avariati in un ospizio.
Paesino a due ore di macchina.
Il becchino che arriva da fuori lo avvolge sempre un certo fascino, si sa.

Prossimi reports direttamente dal teatro delle operazioni!

Wednesday, April 30

Lo Stige qui da noi è d’asfalto. Il trasporto è su gomma. Ecco il ferro del mestiere:





Tuesday, April 29



C’aveva un’agenzia di investigazioni private. Collega del capo, in un certo senso. Ora i figli vogliono cedere l’attività. Potremmo subentrare noi, ho detto a Di Salvo. Non ti montare la testa ha risposto lui.

Monday, April 28

Il capo si è congratulato con noi per aver fatto una buona impressione alla famiglia del morto e ci ha spronato a migliorare sempre di più per il buon nome dell’agenzia. Ma per me tutti i morti sono importanti. Anche se i funerali dei ricchi sono molto diversi da quelli della gente comune, perché trattengono la disperazione. Non l’ho detto però questo alla riunione.

Oggi limousine bianca per uno dei parenti arrivato dall’estero. A essere precisi erano vestiti di bianco tutti, per volontà del de cuius. A me ha fatto un po’ strano nel senso che mi mi sembrava il paradiso o un manicomio. O l’iperuranio, che non so bene che vuol dire ma mi piace la parola. Comunque tra 5 minuti riunione col capo.

Friday, April 25

Ripenso a tutte le croci che mi ero tenuto dentro per i mesi di assenza del blog. La sera dopo il lavoro quando mi siedo al computer prima di scrivere me le vado sempre a rivedere. E’ come se mi parlassero, ma in una lingua difficile che non capisco. A volte dopo che le ho guardate e sono andato su e giù per un pò mi passano subito di mente, e posso dire della mia giornata, altre invece tipo in questi ultimi giorni rimangono lì sospese a riempirmi la testa e non riesco a decidermi. Forse sono dei morti speciali rispetto a tutti gli altri perché me li sono tenuti in tasca per dei mesi appuntati su dei pezzetti di carta e hanno come messo radici dentro di me. Mi fanno venire in mente delle carte magiche con dei poteri strani. E’ il mio solitario. Non so ancora le regole però.
I foglietti li ho buttati, stupido che sono, e adesso me ne pento. Avrei dovuto fotografarli e poi metterli vicino alle scritte, perché erano un po’ come dei corpi, come delle ceneri, quello che resta cioè di fisico delle loro vite.
Adesso mi è venuto da ridere perché me li sono immaginati tutti qui alle mie spalle che fremono per conoscere il loro destino, e non capiscono che è anche il contrario, che sono pure loro che devono rendersi utili a me.
E adesso mi è venuto da ridere ancora di più perché ho pensato a tutti gli altri che protestano, quelli che non sono nella lista delle croci, perché si sentono trascurati.
Ci sono sempre dei figli che uno preferisce, è brutto ma è così.
E poi ci sono quelli di cui uno non si ricorda, che era distratto e non si è preso appunti, come le croci vuote di quella benedetta lista.
Forse è da lì che devo partire per scoprire le regole del grande solitario.

Tuesday, April 22

Oggi sono stato a giro per cose mie. Alla posta per bollette da pagare arretrate e riunione condominio per il riscaldamento. Che poi se vivi in condominio di autonomo c’è solo il tasto dell’acqua calda. Allora fino a una certa ora non mi è mancato il lavoro perché potevo dormire di più. Poi però i vivi sono fastidiosi in certe situazioni perché vogliono sempre imporre la loro senza dare neanche delle motivazioni valide. Ma credo che nessuno può avere ragione da vendere se si tratta della vita degli altri. Allora per la storia del riscaldamento alla fine si è arrivati ad una votazione a maggioranza e ha vinto l’autonomo. Solo che dobbiamo cacciare più soldi perché si deve cambiare l’impianto centralizzato. Mentre si votava mi veniva in mente che col freddo ci si mantiene più giovani. Sentito parlare di ibernazione una volta.

Monday, April 21

Incarico speciale. Ma proprio per questo non posso dire.

Sunday, April 20

Il morto di oggi era finito in cattive acque con la giustizia per via di essere rimasto senza un soldo dopo la cassa integrazione. A 40 anni s’era trovato senza lavoro e aveva figli e moglie. Non si era più ripreso e poi s’era pure ammalato di cuore. Certi destini mi danno da pensare e l’ho portato volentieri fino in fondo.

Friday, April 18

Sono passato per la stessa strada del cartellone dell’altro giorno e sotto oggi c’era una bella ragazza che mi ha guardato. Allora volevo darle un passaggio, ma era reticente, non voleva salire perché diceva che portava male. Prima infatti ha fatto le corna.

Thursday, April 17

Paradosso di Harvey: il mondo è un posto difficile. Alla fine nessuno ne esce vivo!!!

Wednesday, April 16

Oggi ho preso una fila di semafori rossi. Se stai fermo noti un sacco di cose strane. Anzi, le senti. Da sotto un cartellone pubblicitario m’è arrivata sul telefonino una musica, che è questa qui:




Mi sa che è stato un ragazzo capellone che stava lì ad aspettare l’autobus, via bluetooth!

Tuesday, April 15

Io esisto e continuo a portare i morti. Quello di oggi ha lasciato al fratello minore una poesia da leggere al cimitero. Era brutto tempo e vedevo che tutti scalpitavano per andarsene via. La poesia era interminabile, ma finiva con un grazie a tutti, quindi alla fine qualcuno si sarà sentito un po’ in colpa.

Monday, April 14

Riflessione prolungata. A domani.

Sunday, April 13

Dimensione azzardata di morte mentale.
Rifletto sull’alzaimer del 1807.

Friday, April 11

Mi sono preso le parole incrociate del numero 13. Visto che le inventava per lavoro i parenti hanno portato i giornali al funerale. Ce ne erano un mucchio e li hanno messi davanti alla bara. Alla fine siccome li hanno lasciati lì me li sono presi. Così nelle pause le faccio e poi alla fine quando ci riesco controllo le risposte all’ultima pagina.

Thursday, April 10

Strappata prima pagina del calendario con eccesso di zelo. Novembre meno lontano. Conto alla rovescia visione immagine artistica. Aggiunto segno a matita.

Wednesday, April 9

Correttore di acidità. Mal di ulcera per via delle ansie.
Preso prima di pranzo come da prescrizione. Dato il cambio ad Harvey per il superlavoro. Tre morti, che se fosse ogni giorno, da un lato farebbe la felicità del capo dall’altro molti più infelici.

Tuesday, April 8

Quando muore uno di chiesa è strano perché nessuno fa vedere che è molto triste, per via di mostrarsi felici perchè ha raggiunto la casa del Signore. L’omelia l’aveva registrata lui stesso da vivo qualche tempo prima e alla fine diceva di festeggiare perché non c’era niente di brutto ma che era l’inizio della vita eterna. Fatto brutto sogno di notte, poi.

Monday, April 7

Seduta di gruppo “postuma” (alla depressione). A giro ci hanno chiesto di raccontare un aneddoto della nostra infanzia che ci aveva colpito particolarmente, sia brutto che bello. Però potevamo avvalerci della facoltà di non rispondere se non lo volevamo per qualche motivo. In due non abbiamo detto niente. Dicono che fa effetto pure se stai zitto. Io però in mente una cosa ce l’avevo e magari prima o poi ve la dirò a voi.

Sunday, April 6

Nessun dettaglio da salvare.
Metteteceli voi, se ve la sentite.
Almeno uno l’avrete portato in vita vostra.

Friday, April 4

Pensandoci mi sono accorto che io li porto i morti, ma sono i medici specialmente a vederli morire. C’è differenza, è importante lo so, e mi sento come se mi manca qualcosa, che mi perdo un pezzo. Siccome dovevo ritirare delle analisi ho provato a parlarne con un dottore, ma è stato molto snob con me. Ha sorriso e ha detto che il mio lavoro comincia dove finisce il suo, e che non dovevo montarmi la testa. Io riconosco la mia mancanza, ma avrei voluto dirgli che anche lui e tutti i medici dovrebbero riconoscere la loro. Sono pure loro che finiscono il lavoro dove comincia il nostro. Forse un giorno si potrà essere medici e becchini nella stessa persona. O almeno lavorare più a stretto contatto. Parlare di più tra noi. Scambiarci informazioni.

Thursday, April 3

Ho acceso la tele ieri notte perché non avevo sonno e su un canale parlavano dei mussulmani. Non sapevo che a loro è proibito guardare i genitali di un cadavere, e vale anche per noi delle pompe funebri. Gli organi genitali cei defunti devono restare coperti da un mattone o da un pezzo di legno tutto il tempo della vestizione. Voi che vorreste?

Wednesday, April 2

E’ un lavoro dentro il lavoro il mio, che a volte non so se è più vero quello che faccio durante il giorno o quando lo metto sul blog. Nel senso che qui c’hanno più corpo i morti che porto.

Oggi portato prima lei

E poi lui

Tuesday, April 1

In agenzia vengono continuamente rappresentanti di bare che cercano di procurarsi una fetta di mercato. Quelli di oggi hanno fatto pure un calendario con undici casse di diverso tipo. Il mese dei morti l’hanno saltato, dicono per onorarli. Lì niente bara ma
classica donna nuda.


Monday, March 31

In giro non fa neanche troppo freddo per come è qui di solito. L’hanno trovato congelato fuori da una stazione. Già è difficile metterli distesi quando passa del tempo. Forse non lo sapete ma in casi come questi bisogna rompergli le ossa. E noi l’abbiamo fatto, perché è il nostro lavoro. Però fa sempre un effetto strano ed io ci vado parecchio cauto.

Saturday, March 29

Foto di morti 3.
Vedi, noi non li vogliamo guardare in faccia i morti, per vigliaccheria. E allora siccome non li vogliamo guardare in faccia noi diciamo che sono loro che non vogliono essere guardati in faccia. Capito avvocato? Ma se tu la apri la scatola della paura, la paura scappa subito via spaventata. Probabilmente non ce l’hai le foto dei tuoi morti, ma se ce l’hai ti consiglio di guardartele. Io mi dispiaccio che non ce l’ho le foto di mio padre e mia madre morti, perché sennò certo che me le guarderei.

Friday, March 28

Foto di morti 2.
Il morto non è come pensi tu, che quando muore diventa subito un’altra cosa, scontata. Cioè cambia, ma è sempre lui per un bel pò, finché non gli passa il dispiacere, finché non lo lasciano andare. Io non lo so quanto può durare questo stato, ma credo abbastanza. E sono sicuro che anche Isvari sarebbe d’accordo con me. Non si può liquidare la faccenda con un colpo di spugna. Tu muori e chiudi un capitolo. Io quando parlo dei morti gli riapro i capitoli. Così la storia può continuare. Con le foto anche se fanno impressione viene ancora meglio. Noi qui ci facciamo domande. Tu chi sei per darci risposte?
(continua)

Thursday, March 27

Anche se è passato parecchio tempo, voglio rispondere a uno di voi che ha detto che non voleva più le foto dei morti. Per prima cosa dici di parlare a nome di noi del settore, ma che ne sai, sei avvocato, sennò non parleresti così proprio a me che invece faccio il lavoro. Io credo che tu non hai rapporto coi morti e perciò ti scandalizzi. Tu non li conosci e neanche ci tieni a conoscerli. Per te ci sono solo nella tua testa e lì bisogna lasciarli, come in un dimenticatoio. Per questo ti offendi al posto loro. Io se fossi i morti non vorrei il tuo rispetto. Non mi piacerebbe il dimenticatoio.
(continua)

Wednesday, March 26

Mi voglio ficcare nei guai!

Monday, March 24

Quello di ieri era uno che picchiava la moglie, ma il prete si è rifiutato di dirlo e c’ha girato solo intorno, per cui alla fine sembrava poco importante. Oggi invece abbiamo portato una con dei calli spessi e duri sui polpastrelli.
E’ questa la mia terapia. E secondo me fa bene pure a voi.

Sunday, March 23



Terapia 2. I vivi. Avendoli un po’ frequentati lontano dal mio lavoro, a causa della depressione, ho scoperto che i vivi non stanno mai in pace con se stessi. Anche se lo dicono, mentono. Ai funerali ti puoi fare un’idea sbagliata di loro, perché in fondo recitano sempre una parte, anche quelli più addolorati. Ma nelle sedute di gruppo è diverso. Con la scusa che stanno male e possono dire tutto e non si tengono più niente dentro, allora capisci come sono fatti i vivi. L’unica cosa che conta per loro è stare meglio, non soffrire. Chiamali stupidi. Se qualche vivo vuole difendere la categoria, bè io sono qua.

Saturday, March 22




Terapia 1. Faccio delle domande:

Quando sogni un morto, è lui che viene da te o sei tu che vai da lui? (non vale a metà strada, bisogna smetterla di pensare in questo modo, che non aiuta)

A voi l’eutanasia vi convince?

I morti inquinano la mente?

Chi resta diventa più buono o più cattivo? (non vale rispondere nessuno dei due, non barate)

Friday, March 21



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Thursday, March 20

The day after. Battete un colpo se ci siete. Il blog potevo anche non chiuderlo. E’ stata una specie di autocensura imposta. E l’autocensura porta la depressione, ha detto il dottore. Allora ho raccolto tutte le mie forze e l’ho riaperto. Anzi, lo ammetto, fatta anche un pò di terapia, tutte le settimane, però adesso basta. Adesso ricomincio a vivere. Lo so, si dice sempre così, non ci credete, eh?

Wednesday, March 19

1797 Molto malandato.

1798 Aveva l’hobby dei francobolli.

1799 Marito pappagallino inseparabile.

1800 All’ultimo s’è ricordato di chiedere scusa.

1801 Caduta dalle scale.

1802 Soffiava un vento forte, mentre lo calavamo giù.

1803 Il prete ha raccontato di quando era stato in Africa.

1804 Odiava la sorella perché era più fortunata di lei.

1805 Lauta mancia.

1806 Rapito dal sole, gli hanno scritto sulla lapide.

1807 Alcolizzata + alzaimer.

1808 Ancora innamorato della moglie del suo amico.

1809 Faceva parole incrociate per i giornali.



1810 Parrucca blu.

1811 Morte violenta, giro delle scommesse.

1812 Regalato tutto ai poveri.

1813 Da vivo rubava la posta nelle cassette.

1814 Una vergine.



1815 Noi e la bara sotto la grandine.

1816 Gli è rimasta la gamba offesa per l’eternità.

1817 Se era un vero chirurgo avrà salvato molte vite.

1818 Uno che volevo essere io.

1819

1820 Usciva dalla disco, fattissimo.



1821 C’aveva il mal di vivere.

1822 Vestita da figlia dei fiori con la fascetta nei capelli.

1823 Sepolta viva. Scherzo.

1824 I parenti dicevano che era stato già di là tempo fa. Ora è definitivo.

1825 Muto tutta la vita. Detto mamma prima di andarsene.

1826 Sentiva le voci.

1827 C’aveva lo smalto alle unghie. Più di settanta anni.